Domanda 7:”Il Presidente risponde”

Per avere risultati affidabili di questa sperimentazione credo ci vorranno ancora alcuni mesi.
Il primo risultato che vogliamo ottenere e, che la scienza vuoi ottenere, è quello del test sierologico per il dosaggio delle immunoglobuline e quindi degli anticorpi IGG e IGM.
La seconda fase è quella di riuscire attraverso il plasma iperimmune e attraverso i donatori di sangue a produrre immunoglobuline e anticorpi che rappresentino sotto forma di farmaco una strategia terapeutica per i pazienti che abbiano contatto con il Coronavirus (come per le altre malattie) o da utilizzare per via profilattica per pazienti che siano immunodepressi o addirittura immunodeficienti.

Domanda 6:”Il Presidente risponde”

Si è scelto di fare una sperimentazione di tipo regionale soprattutto in quelle zone dove la malattia ha avuto una maggiore incidenza. La strategia che si sta utilizzando in questa fase è quella di arrivare in tempi rapidi al dosaggio degli anticorpi attraverso il test sierologico per capire quali sono i pazienti che hanno sviluppato la malattia e che quindi possono essere eventualmente donatori di plasma per ricavarne gli anticorpi. È una soluzione TEMPORANEA tampone, non può essere una strategia terapeutica da utilizzare in tutti i malati comunque e sempre, e si basa sulla presenza di un alto quantitativo di anticorpi anticoronavirus prodotti dall’ organismo nella fase della malattia e quindi reperibili in soggetti che siano guariti.
La donazione di sangue iperimmune, non è esente dalle regole che conosciamo noi per i donatori che devono donare il plasma a scopo di donazione di plasmaferesi per la produzione di farmaci plasmaderivati. Il Centro Nazionale Sangue insieme al Ministero ha dichiarato che esistono gli stessi standard di qualità e gli stessi standard di valutazione del donatore che esistono per i donatori di sangue.

Domanda 5: “Il Presidente risponde”

Il plasma iperimmune dei pazienti guariti, cosiddetti convalescenti, è una strategia terapeutica che si sta adottando ma è una terapia sperimentale e temporanea, quindi da “tampone” in carenza di varie eventuali strategie terapeutiche che attualmente, per una serie di motivazioni, ancora non esistono. È stato applicato come terapia anche per altre malattie, pensiamo all’ infezione da virus Ebola, il plasma dei pazienti iperimmuni detti convalescenti è stato utilizzato e viene utilizzato per il cororavirus.

Domanda 4:”Il Presidente risponde”

Per plasma iperimmune si intende il plasma che abbia un alto titolo di immunoglobuline e quindi un alto titolo anticorpale per una determinata malattia. Può essere perché il soggetto si è ammalato e quindi ha sviluppato durante la malattia un alto tasso di immunoglobuline, oppure in maniera passiva perché un soggetto è stato vaccinato, per esempio all’epatite B o al tetano, e quindi ha un tasso elevato di anticorpi a seguito della vaccinazione.

Domanda 3: “Il Presidente risponde”

Sono due esami assolutamente diversi che si usano per scopi diversi e con tempi diversi.

Il tampone, che è quello che abbiamo tutti imparato a conoscere attraverso questa infezione da Coronavirus, è un test che viene fatto su pazienti (o anche sulle persone sane) e serve a capire se nelle vie aeree del soggetto è presente il virus e va a misurare la presenza dell’RNA virale. Lo si fa prelevando una parte di liquidi delle alte vie respiratorie (nelle cavità nasali o a livello della faringe) e si fa il test per vedere se c’è la presenza del virus, se il soggetto è portatore del virus e quindi ha una capacità INFETTANTE pur non avendo sviluppato la malattia.

Il test sierologico ci serve soprattutto a capire se il soggetto ha avuto la malattia, attraverso il dosaggio degli anticorpi nel suo siero. Gli anticorpi possono essere di due tipi, conosciamo gli IGM che sono i primi che si sviluppano durante la fase acuta della malattia, e poi le IGG, che sono le immunoglobuline anticorpali, che rappresentano la memoria a lungo termine del nostro organismo, che sono quelle che noi abbiamo per anni, a distanza di molti anni, per tutta la vita. Queste sono le differenze sostanziali tra il test cosiddetto “tampone”, che misura la presenza del virus, ed il “test sierologico” che misura gli anticorpi, quantitativamente e soprattutto qualitativamente.

Domada 1: “Il Presidente Risponde”

I test sierologici sono test diagnostici che si eseguono normalmente in clinica e servono per misurare soprattutto all’ interno del siero e del plasma dei pazienti o dei soggetti sani le quantità di proteine presenti. Queste proteine sono di diversa natura (penso all’ albumina che è una proteina usata abitualmente dall’ organismo per la sua sopravvivenza) oppure proteine che si sviluppano durante processi infiammatori (per esempio la proteina C reattiva) oppure proteine abbondantemente presenti nel siero come gli anticorpi e le immunoglobuline che sono risposte immunitarie del nostro organismo a insulti di tipo infettivo, che danno la cosiddetta “memoria immunologica” che può essere recente o che può durare per tutta la vita.